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La Spaghettata di Quaresima a Mondolfo

07 aprile - Mondolfo (PU)
La Spaghettata di Quaresima a Mondolfo a Mondolfo

La Spaghettata di Quaresima a Mondolfo. La spaghettata al sugo di tonno e alici, prodotto tipico regionale, fa parte della Sagra camminata per la vita nella Valle dei tufi (10 km e 5 km), pedalata organizzata dai Bikers Avis Mondolfo (38 km e 25 km).

Marzo del 1517, il Castello di Mondolfo era assediato dalle truppe medicee. La città era quotidianamente soggetta agli attacchi nemici, tanto dal cielo quanto da sotterra. Dopo molti giorni d'assedio, all'improvviso una breccia fu aperta nelle mura, i monfoldesi non potevano opporsi alla forza degli invasori fu quindi ordinato a tutti i civili di rifugiarsi nell'impenetrabile rocca. Ma le donne, i bambini, gli anziani non avrebbero fatto in tempo a ritirarsi nella possente fortezza ed aver salva la vita, fu un piatto di pasta a salvarli.

L'attacco fu sferrato a mezzogiorno quando le donne di Mondolfo stavano cucinando gli spaghetti col tonno e con le alici per sfamare i figli e i mariti sfiniti dalla guerra. La fumante pasta, abbondantemente condita, era già copiosamente nei piatti delle singole case, quando i soldati dei Medici fecero breccia. I famelici mercenari di Lorenzo de' Medici anziché darsi alla caccia dei mondolfesi si lanciarono sui fumanti spaghetti. Grazie ad una “spaghettata” di primavera la rocca la cittadella e con essa tutti i mondolfesi erano salvi.

Dalla leggenda alla storia
I fatti, a dire il vero, non andarono proprio così. La tenacia dei mondolfesi era infatti tale che il Castello, nonostante lo scoppio di due mine che ne avevano atterrato un lungo tratto di mura presso la contrada del Fosso, resisteva valorosamente a tutti gli attacchi degli assedianti. Col passare dei giorni, però, divenuta ormai vana ogni speranza di aiuto dall’esterno e fattosi il confronto militare troppo impari, fu decisa la resa ai patti. Questi però non furono rispettati dai medicei e, salve le donne rifugiatesi all’interno della rocca, il castello fu messo a ferro e fuoco e proprio in tale occasione andò distrutto l’antico archivio comunale.

Come nacque questa sagra?
Un giorno un gruppo di amici aveva deciso di consumare una cena in Piazza del Comune. Il direttore della banda del paese, Adolfo Roteglia, seduto a tavola rimase famoso per un discorso di ode agli spaghetti: “Cittadini, mondolfesi, amanti della buona cucina e soprattutto degli spaghetti non possiamo non far conoscere ad altra gente, meno fortunata di noi, questo piatto, dono della Provvidenza. Facciamo che anche gli altri, quando si siedono a tavola, si trovino di fronte ad un piatto nuovo, genuino e, quel che più conta, nostrano. Evviva gli spaghetti!”

Il suo fido allievo volle dare concreta attuazione alle parole del maestro. Chiamò un gruppo di coetanei e, in men che non si dica, nella Piazza del Comune nella primavera del 1939 un’allegra brigata di amici dava fuoco ad una fornacella all’interno della quale, in una capiente marmitta, cuocevano italianissimi spaghetti. Cinque buontemponi seduti a tavola diedero inizio a questa ricorrenza. Il prete richiamato dagli schiamazzi andò a vedere cosa accadeva e raccomandò che la festa non facesse venir meno il precetto quaresimale, che bandiva l’uso della carne. La raccomandazione fu accolta, gli spaghetti vennero sapientemente conditi con tonno, alici, olio, pomodoro, aglio e prezzemolo. Così nacque la Spaghettata di Quaresima.


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Ultima modifica 20/03/2019 ore 08:19
Foto: Fano.it


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