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Cavallo di fuoco a Ripatransone

Domenica dopo Pasqua - Ripatransone (AP)
Cavallo di fuoco a Ripatransone a Ripatransone

Dal 1682 a Ripatransone, splendida cittadina del Piceno, prende vita una fra le manifestazioni folkloristiche e pirotecniche più antiche e singolari d'Italia, il Cavallo di Fuoco. Questo evento ricorda l'incoronazione della Madonna di San Giovanni a patrona della città. I Ripani si trovano ogni anno, nella sera della Domenica in Albis, a rievocare un evento che è molto di più di un semplice spettacolo di fuochi d'artificio.

La manifestazione pirotecnica serale, di carattere civico, si mescola con la solennità religiosa. La Domenica in Albis si apre con la celebrazione della messa nella Cattedrale di San Gregorio Magno. Terminata la funzione religiosa si procede alla benedizione del Cavallo di Fuoco: a mezzogiorno il finto animale esce per una prima volta dalla sua rimessa, accompagnato dalla banda Ripatransone, esegue la Marcia 23 composta dal maestro Vincenzo Guarino e arriva sul sagrato della cattedrale. Ad attenderlo c’è il Vescovo che lo benedice. Una volta benedetto, il Cavallo ritorna nella sua rimessa dove attende lo spettacolo della sera.

La festa riprende intorno alle 18.45 quando si svolge la suggestiva processione delle Confraternite. Durante la processione, accompagnata dal suono della banda, si porta trionfalmente per le vie del paese il simulacro della Madonna di San Giovanni. Intorno alle 19.45 terminano le manifestazioni religiose e il simulacro rientra nella cappella della Madonna di San Giovanni dove si cantano le Litanie Lauretane.

Intorno alle 21.00 arriva il momento del Cavallo di Fuoco. Ad attenderlo ci sono i giovani del luogo che animati dalla passione e dall'amore nei confronti di questa festa, cantano cori per propiziare l’avvento del Cavallo. Una volta uscito dalla sua rimessa, il Cavallo di fuoco viene seguito dalla folla festante e esegue ancora una volta la Marcia 23, divenuta ormai inno ufficiale della manifestazione e della città.

Al momento dell'arrivo a piazza Matteotti-Condivi le luci si spengono e un boato del pubblico accompagna l'accensione della miccia che aziona il meccanismo pirotecnico. I fuochi sono di due tipi: quelli sparati tra la gente, e quelli sparati in aria. I primi sono indubbiamente quelli che divertono di più e che comunque creano più scompiglio, dando vita ad un lieve panico tra gli spettatori e quindi ad uno sparpagliamento della gente accalcata. I secondi sono invece quelli più affascinanti ed emotivamente coinvolgenti perché creano giochi di luce meravigliosi. I fuochi più comuni possiedono anche nomi popolari: è il caso dei “baffi”, che sparano il fuoco a sinistra e a destra dell’animale, o della “girella” che caratterizza l’ultimo momento della manifestazione, il più emotivo.

Lo spettacolo ha una durata totale di circa trenta minuti; una volta terminato, il Cavallo di Fuoco viene riportato attraverso il Corso Vittorio Emanuele fino alla sua rimessa, dove rimarrà ancora per circa dodici mesi, attendendo di essere prelevato nuovamente l’anno successivo.


Per maggiori informazioni

Sito del Cavallo di fuoco


Ultima modifica 21/03/2019 ore 11:53
Foto: Il Piceno


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